Storia di Forlì ( Störia ‘d Furlè)

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Le letture di Romagna Corner

Störia ‘d Furlè di Lieto Zambelli ed Anita Grifoni – Cassa Rurale ed Artigiana 1985.

Storie di Forlì raccontate a foto – fumetti.

Come già sapete, Romagna Corner si occupa di progetti di valorizzazione del Territorio ed ha il preciso dovere quindi di documentarsi adeguatamente, spesso partendo dalla lettura di libri non recentissimi… uno dei quali, il protagonista di questo articolo, e’ stato trovato in un mercatino di libri usati…

Merita sinceramente un tributo, anche perché rende omaggio ad un ottimo lavoro svolto  – all’epoca – da una scuola del comprensorio forlivese – la Scuola Elementare Dante Alighieri dell’allora Direttore Armando Spagnoli-,  un lavoro poi ampliato e pubblicato grazie al contributo della Cassa Rurale ed Artigiana, con la collaborazione del Sovrintendente per i beni archeologici ER Dr Montanari, del direttore degli istituti artistici e culturali della città di Forlì Dr Mezzomonaco, la Dott.ssa Prati dello stesso istituto e del parroco della Chiesa di Schiavonia Dr Barucci.

Un libro avvincente per la sua capacita’ espositiva, di facile assimilazione grazie alla modalità narrativa (di Lieto Zambelli) esposta a fumetto, integrata dalle foto di G. Liverani ed i disegni della pittrice Anita Grifoni. Il protagonista del libro e’ il simpaticissimo e caratteristico Livio ( e come chiamarsi nella Forum Livii!!!) dell’omonima Osteria, spalleggiato dalla sua moglie e tipica Azdora Cal(l)liope: l’oste racconta con cura e passione la sua città ad una coppia di turisti giapponesi, capitati per infausto caso in una deserta città di Forlì il giorno di Ferragosto.

Cosi’, tra battute in dialetto , citazioni storiche e popolane, condite anche con un po’ di fantasia, arricchite con immagini e foto ci si accorge di quanto sia facile imparare la storia di questa città – sconosciuta ai più -in cui viviamo e di cui riportiamo ancora in gran parte immutati i caratteri di un popolo che ha visto attraversare il suo territorio da grandi personaggi, tra cui Napoleone e Garibaldi e svariate popolazioni (i galli, i romani, i barbari, i longobardi, i francesi, gli austriaci, i tedeschi, ecc) …

In sole 115 pagine il lettore si porta via la conoscenza e la memoria di Forlì, innescando curiosità ed interesse per la lingua madre, il dialetto, per la città ed il suo patrimonio storico culturale, ma anche per la storia dei protagonisti del passato che tanto hanno contribuito a gettare le basi caratteristiche di un popolo (i forlivesi).

Rinnovando l’invito a conoscere la nostra storia locale, in attesa di ricevere i primi turisti giapponesi nel centro storico forlivese, riporto la dedica degli autori del libro, sposandone appieno il contenuto…

Ai nostri vecchi;

a quelli che non ci sono più;

ai giovani,

nella speranza che quest’opera scanzonata

li induca a saperne di più:

dei nonni,

delle loro radici,

della loro lingua…

anche per quelli che non ci sono ancora.

 

Alessandra Sbaraglia