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Alla ricerca dei luoghi scomparsi

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Ormai vivo professionalmente in centro e cerco allo stesso tempo di viverlo.

Non è facile, perché molto spesso le informazioni storiche sono frammentarie e non sempre è agevole la ricerca… ma sono un tipo curioso e mi piace.  Così, quando ho bisogno di staccare, esco da Palazzo Bofondi e mi incammino lungo le vie del centro alla scoperta di tracce di un tempo perduto.

A volte mi accorgo di calpestare anche cose interessanti, come delle informazioni su di una città scomparsa, la nostra Forlì.

Il Cittadone a volte ci riserva uno strano modo di ricordare la sua storia proprio in uno dei tratti più percorsi dai nostri compaesani.

Sarà che molta gente cammina guardando a terra….

Come nella via delle Torri, la Cavaliera, la via delle abitazioni degli antichi nobili, – le note case a torre. Su di un breve tratto da piazza Saffi fino alla Prefettura si calpestano, senza troppa attenzione, 3 grandi borchie commemorative di edifici scomparsi:

  1. il Ponte dei Cavalieri,

  2. la Chiesa di Santa Maria in Piazza

  3. il Palazzo Brandolini o Palazzo Orselli

Tre luoghi dimenticati, alcuni distrutti da regimi autoritari o guerre, altri devalorizzati o semplicemente lasciati andare con tutto il loro carico sociale-storico-simbolico che arricchiva un paesone di luoghi da vivere e ricordare.

Un Ponte il cui nome cita genericamente dei Cavalieri…. talmente ampio da essere composto da due arcate di otto metri ciascuna di luce… Il ponte su uno dei corsi d’acqua che attraversavano anticamente Forlì e che collegava il Borgo San Pietro alla Piazza del Duomo …Una parte del ponte è stava rinvenuta durante gli scavi per la costruzione degli Uffizi Postali in epoca fascista. Certamente era un’opera imponente, visto le dimensioni che aveva…

Borchia commemorativa dell’antico ponte dei Cavalieri in via delle Torri – Forlì

Una ChiesaSanta Maria in Piazza– che attraversò cinque secoli di storia e custodì le spoglie degli eredi nel nostro Gian Battista Morgagni (Forlì 25.02.1682-Padova 05.12.1771), fondatore della moderna anatomia patologica, Fu sconsacrata durante il periodo napoleonico e ridotta a magazzino… Erano presenti addirittura cinque altari e due campane nel campanile…

Borchia commemorativa dell’antica chiesa in via delle Torri in Forlì

Infine un Palazzo, il Brandolini poi Palazzo Orselli, che occupava tutta l’area ora dei Giardini Orselli e nel cui cortile interno trovavano spazio i banchi degli ortolani in un borgo dove artigiani, bottegai, mercanti, commercianti avevano il loro centro: E’ Borgh dal Sarachi, il Borgo per eccellenza, dove si recavano i cittadini a fare la spesa ( infatti in dialetto si dice A Vag in te borgh = per dire vado a fare la spesa). Qui era talmente forte l’odore, appunto, delle botti delle sardine sotto sale, da lasciare il nome al borgo, purtroppo ormai solo riportato su targhe in ceramica lungo la via Quadrio. Qui trovavi le file di negozi, qui vivevi appieno i ritmi di lavoro degli artigiani, questo era il cuore del mercato del cittadone.

Borchia commemorativa del Palazzo Oselli ( Palazzo Brandolini) che occupava l’area dei Giardini Orselli.

Questo quanto è rimasto oggi, con l’augurio che non rimanga solo un ricordo del passato che fu, ma uno spunto per ripartire a creare e ri-costruire pezzi di storia e grandi personaggi che lascino ancora un segno tangibile nella nostra cultura, in modo che Forlì ed i forlivesi non siano solo un angolo nel cuore pulsante italiano (Emilia Romagna), ma un motore da riavviare.

Vorrei concludere invitando i signori forlivesi a ripercorrere questa antichissima Via con uno sguardo a terra e poi in avanti a voler immaginare un giorno uno scenario diverso, fatto di restauri e cura del proprio territorio.

Alessandra Sbaraglia

Fonti

Umberto Pasqui – Il Foro di Livio /G. Missirini – Guida raccontata di Forlì/ A. Banchini, P. Ghetti, G. Giorgetti, P. Poponessi -E’ borgh dal sarach /Wikipedia – Chiese scomparse di Forlì